Vespa di mare, azaz tengeri darazs. Par napja lattam a meduzakrol egy dobbenetes termeszetfilmet. Elkepesztoek, titokzatosak. Magyar oldalak nemigen irnak roluk, viszont talaltam egy jo olasz cikket.. Igerem mindennap leforditok majd egy bekezdest!
Jo? :-)
Frequente nelle acque tropicali, uccide più dello squalo bianco. Con i suoi tentacoli velenosi può ammazzare un uomo in un minuto. La terribile "vespa di mare"Ogni anno fa settanta vittime. Dette anche "cubomeduse".
I suoi movimenti sinuosi incantano. Il suo corpo semi-trasparente seduce. Eppure, dietro un'apparenza così rassicurante, si nasconde uno degli animali più letali del mondo. E' la cubomedusa, detta anche "vespa di mare". Con i suoi micidiali tentacoli può uccidere un uomo in meno di un minuto. Assidua frequentatrice delle acque tropicali dell'Australia settentrionale, la medusa killer ha fatto più vittime dei temutissimi squali bianchi. A lei si attribuiscono infatti più di 70 morti, l'ultimo in ordine di tempo è la bimba di sette anni uccisa proprio ieri sulle spiagge del Queensland, nella costa orientale.
Ultimamente il governo australiano ha deciso di combatterle attivamente stanziando dei finanziamenti per un programma di ricerca che ne studia gli spostamenti con trasmittenti agli ultrasuoni. I ricercatori della James Cook University di Cairns sono riusciti a marcare le meduse usando una supercolla atossica che riesce a tenere attaccato un minuscolo apparecchio all'ombrella, cioè al corpo dell'animale dalla caratteristica forma a campana.
Ma applicare una trasmittente ad un essere gelatinoso non è impresa facile. Spesso infatti il monitoraggio dura appena qualche giorno, perché la colla non tiene e l'apparecchio si perde tra i fondali della barriera corallina. Nonostante le difficoltà però, l'equipe dei ricercatori sta tentando di creare un modello computerizzato che preveda gli spostamenti annuali delle meduse e permetta così di prendere provvedimenti durante i periodi a rischio, da novembre a maggio.
"Lo scopo del nostro lavoro è proteggere i bagnanti ma anche l'ecosistema di cui fanno parte le cubomeduse - spiega Matthew Gordon, biologo marino dell'Università di Cairns - Per contrastare il pericolo, le amministrazioni comunali hanno realizzato delle reti antimeduse, simili a quelle che si usano per gli squali. In questo modo, grazie al nostro modello, le autorità sapranno quando è il momento di collocare le barriere e quando invece si possono rimuovere".
In realtà esiste un antidoto contro il temutissimo veleno, ma è molto meglio evitare le cubomeduse e fare in modo che non si avvicinino troppo. La Chironex fleckeri, la più grande tra le circa 28 specie di cubomeduse conosciute e oggetto di studio dei ricercatori australiani, contiene veleno sufficiente ad uccidere 60 uomini.
Un esemplare adulto può raggiungere le dimensioni di un pallone da basket ed avere fino a 60 tentacoli lunghi anche tre metri, ciascuno dei quali contiene fino a 5 miliardi di microscopici pungiglioni. Il malcapitato che viene avviluppato dalle sue lunghe propaggini rischia la morte per shock anafilattico, dopo intensi spasmi muscolari, paralisi respiratoria ed arresto cardiaco. Ecco perché sulle spiagge australiane i bagnini tengono sempre a portata di mano dell'aceto. Pare infatti che, se cosparso tempestivamente sui punti colpiti, limiti l'effetto delle cellule urticanti.
Ma per evitare rischi e tenerle alla larga è sufficiente mostrare qualcosa di colore rosso. I ricercatori della James Cook University hanno infatti eseguito dei test in vasche di allevamento da 50 mila litri, con all'interno cubomeduse allevate in cattività. E il risultato è stato strabiliante: "Quando viene collocato un oggetto rosso davanti all'animale, questo si gira e si allontana nuotando in direzione opposta - racconta Jamie Seymour, che ha guidato la ricerca - Un'ulteriore protezione per bagnanti e subacquei potrebbe quindi essere quella di cambiare il colore delle mute protettive e delle reti davanti alle spiagge".
A differenza di gran parte delle meduse che sono cieche e si fanno trasportare dalle correnti, Chironex fleckery dispone di 4 strutture sensoriali dette "ropali". Situate all'interno di particolari nicchie poste alla base della campana della medusa, queste strutture possono essere paragonate a vere e propri occhi. Tuttavia, non possedendo un cervello, non si riesce ancora a spiegare come riescano ad interpretare le immagini create da queste lenti.
Per catturare la preda, la medusa si serve dei suoi tentacoli. In questo modo riesce a trascinare il pesce nell'ombrella, dove lo stomaco inizia la digestione. Quindi si adagia sul fondo del mare per completare la digestione e assorbire le sostanze nutrienti. Gli esemplari più giovani, che si cibano di gamberi, hanno veleno solo nel 5 per cento delle cellule urticanti, mentre gli adulti superano il 50 per cento e possono cacciare prede più grosse.
hétfő, július 21, 2008
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